Ho incontrato grandi uomini

“Forse alla fine tutto si riduce a un bivio: se c’e’ una persona che sta affogando nel mare io chi sono? Quello che si tuffa, anche a rischio della propria vita, o colui che, terrorizzato dalla morte, rimane aggrappato alla terra ferma.” Da Appunti per un naufragio di Davide Enia.

Certamente questa domanda, che si pone e ci pone Davide, non ha una risposta facile. E’ molto difficile stabilire quella sottile linea di confine che separa il legittimo terrore per la morte o la paura del diverso dal razzismo.

Ma per provare a comprendere veramente le cose a volte bisogna farle praticamente e per provare a criticare l’operato delle ONG, che ogni giorno salvano dalla morte sicura centinaia di bambini, donne e uomini bisognerebbe almeno una volta nella vita rispondere veramente alla domanda di Davide. Bisognerebbe almeno per una volta nella vita trovarsi, per settimane, in mezzo al mare e provare sulla propria pelle, bruciata dal sole o dal freddo, quelle sensazioni che inevitabilmente portano alle domande di Davide.

Certo non e’ facile, immaginate mia nonna su un gommone a cercare di recuperare dal mare un uomo. Beh io non sarei contento se mi trovassi al posto di quell’uomo.

Ma il mestiere del fotogiornalista, almeno in questo, mi viene incontro. Io nell’arco della mia vita professionale mi sono trovato davanti tante situazioni alcune belle, altre brutte, ma tutte mi hanno lasciato dentro qualcosa, un’esperienza, una conoscenza o di storie e di persone, di esseri “Umani”.

Ed ancora una volta questo e’ successo.

Qualche settimana fa infatti mi sono imbarcato con una ONG che effettua il servizio di search and rescue nel mediterraneo, una di quelle ONG che nei mesi scorsi hanno subìto un tentativo di linciaggio mediatico, e un attacco frontale anche da ambienti governativi. Ma non e’ di politica che voglio parlare. Non del brutto ma del bello voglio parlare.

Voglio parlare di Max, Bax, Magdalene, Benedetta, Margherita, Marcel, Stefano ecc ecc. Di uomini e donne che non avrebbero dubbi sulla risposta da dare a Davide. Di uomini e donne che, giornalmente e senza sosta, mettono a rischio la propria vita, la propria salute per salvare questi figli dalle ondate di un buio mare (Pane e coraggio – Ivano Fossati).

Uomini e donne che hanno una professionalita’ strabiliante e la mettono a disposizione del prossimo, di chi ha bisogno di aiuto anche se non puo’ restituire nulla in cambio se non la loro umanita’, la loro gioia di vita che esplode, come una tappo di una bottiglia di spumante, subito dopo essere stati salvati.

Questa gente io ho incontrato, non ho incontrato trafficanti di uomini ma UOMINI, punto.

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