Il morso della discordia

A dire il vero i primi giorni a Rio sembrano proprio una vacanza, sveglia con comodo, grande colazione a base di frutta esotica e specialità brasiliane e poi in giro per la città a fare foto, senza nessun impegno particolare soltanto un pò di features (come si chiamano in gergo) per raccontare l’atmosfera che si vive nella città più bella del Brasile durante uno degli avvenimenti più attesi degli ultimi anni. Nei miei giri non possono mancare una gita a Corcovado con il suo Imponente Cristo Redentore, il Pan di Zucchero, Copacabana e Ipanema dove ci scappa anche un bagno nelle freddi acque dell’oceano Atlantico.

In realtà il paese è pieno di contraddizioni e non sono certo io a scoprirle ma la bellezza del paesaggio è sconvolgente e la gente è così accogliente che sembra notarsi solo l'atmosfera di grande festa, ma con uno sguardo più attento la tensione civile si percepisce.

Finalmente arriva il momento di cominciare a lavorare ma a differenza del mondiale del 2006 io non seguo l’Italia (forse per questo che non siamo andati in finale?) ma faccio parte di un team che viaggerà per il paese a coprire alcune partite.

In termini pratici si può tradurre in questo modo: in 18 giorni ho volato sui cieli del Brasile per 13 ore percorrendo un totale di 9600 km.

Primo volo da Rio a Salvador, 1600 km in 2 ore di volo, dove all’Arena Fonte Nuova si giocherà Olanda vs Spagna.

Noi siamo arrivati il giorno prima della partita e ci sistemiamo in uno squallido hotel alla periferia di Salvador, la villa con piscina di Rio è un lontanissimo ricordo. Nei mesi di preparazione al mondiale i responsabili della sicurezza di Reuters ci avevano istruito, ai limiti dell’ossessione, sui rischi che avremmo corso in Brasile per via della criminalità spicciola e soprattutto per alcune bande specializzate nel furto di attrezzatura fotografica che operavano anche in posti apparentemente sicuri come le sale stampa degli stadi e addirittura dentro i campi da gioco. In effetti alla fine dei torneo diversi colleghi di varie agenzie sono stati vittime di questi criminali. Pertanto io e i miei colleghi avevamo sempre il massimo dell’attenzione nel controllare e salvaguardare la nostra attrezzatura. L’arrivo nella mia stanza d’albergo a Salvador però mi presenta immediatamente una incredibile sorpresa, mentre sto sistemando tutto il materiale e mi preparo a mettere in carica le batterie delle macchine fotografiche mi vedo spuntare due piedi dalla finestra, “eccoli, entrano anche da fuori” è stato il mio primo pensiero. In realtà era un innocuo operaio addetto alla pulizia dei vetri dell’hotel, speriamo bene.

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